notte di studio e di musica che viene dalle altre stanze.
studiare. molti buoni propositi e pochi nomi in testa.
con la pasta sullo stomaco, pasta senza sale, con troppi piselli e poco uovo, ma buona perchè così deve essere.
con poche idee in testa, poche certezze e poche emozioni. dopo che sei stata tutto il giorno a soppesare e a misurare, cos'altro ti rimane?
la mia camera ora appare totalmente mia. mie sono le collane, i manifesti, il divano e i cuscini, i libri (soprattutto quelli) e le stelle.
vorrei creare anche io del disordine per far vedere il mio mondo a qualcuno. ma l'unico qualcuno che mi viene in mente il mio mondo lo conosce anche fin troppo bene, e lo vive.
vorrei essere nella mia prima città, mi manca il suo odore, il suo sole e la sua storia. lì mi sento sicura, lì ogni strada e ogni piazza hanno un ricordo, ogni vicolo significa qualcosa.
ventidue anni non sono certo pochi.
invece sono qua. e la mia finestra non affaccia più su una piazza.
(e in questo istante sono felice. me lo dovrò ricordare.)