Dreamer's Rhapsody
Siamo quattro, non è che siamo bellissimi, non è che siamo proprio pulitissimi, ma qualcuno si gira sempre a guardare.
Giochiamo a biliardino in una discoteca vuota, è stanco e vuole andare a casa anche il Dee Jay, ci fissa con sguardo implorante. C'è pure una checca che fa il tifo, " campeones de el mundo" grida, " los italiaaaaanoosss". Che biliardino andaluso sarebbe senza una checca che fa il tifo?
Le ho parlato, non ha voluto bere qualcosa con me - ho pensato che mi piaci, magari un giorno ti accorgerai che così, a livello anche solo di sicurezze e di accuratezza nello scegliere la lunghezza della gonna, ti fa piacere-
Non posso averlo detto sul serio. Non è possibile. E invece si.
Lei mi guarda un po' tonta, e il bacio tutto storto e finto emozionato che mi da lascia il tempo che trova. Non è mica una cosa che mi fa onore, lo so.
Ci sono tutti i grandi classici della festa del Mercoledì, e gli inglesi ubriachi di Rum Cachique. Lei ha un occhio marrone ed uno celeste, come certi personaggi mitologici o certi gatti. A me ricorda Ziggy Stardust vestito da sposa che canta "young americans", ma questo riesco a non dirglielo. A lei piace la new wawe, me lo dice il modo di ballare Moloko, tipo sonorità in levare facili facili, presupposti minimali. Provo a spiegarle che oltre alle marinbas c'è un modo impegnativo di bere birra spaccare tutto e succhiare i cazzi. Per un attimo credo mi perdoni per l'ubriachezza, - yes, I like grunge music, but it's not my fault, I'm afraid my uncle is the one to blame", provo a dire, ma lei dice solo "musica da tinello".
Musica da tinello, non ci avevo mai pensato.
Forse è questo il momento in cui ho capito che il bacio non valeva poi tanto, e me lo dava solo perchè aveva bevuto troppo.
Sono Sick Boy, sconvolto senza fiato desideroso di plegine e scopate furiose nelle sale claustrofobiche del wednesday party, colonna sonora "shorto story of a lonely guy". Mi muovo male, in un attimo di lucidità penso di somigliare ai tonni nella mattanza, mica lo capiscono che non serve scodare tanto, comunque prima o poi ci saranno solo mazzate e acqua e sangue e risate. Penso che mi venderanno al trancio e non ci guadagneranno un cazzo.
Sono Kirk Douglas in versione generale Von Paulus, scendo fra le truppe nelle trincee che sono un merdaio, puzza di malattia cattiva e qualcuno che mi chiede una puttana, una sigaretta. Colonna sonora "the day I tried to live" mentre i Katiuscia cadono a pioggia su palazzi e fabbriche, fanno un gran casino e le donne piangono e si strappano i capelli e io l'avevo detto che non era un giochetto.
Sono un cuoco del Missisipi assegnato ad una barca in Vietnam, cerco il generale Kurtz che mi parli sommessamente dell'orrore a venire, ascolto i Cure, qualcosa come " Three Imaginary Boys" e mi dipingo il viso di cera nera, emergo dal fiume come un serpente d'acqua, mi preparo al massacro.
Sono un ragazzo cattivo in un libro di Scerbanenko, tubercoloso e assassino di maestrine, bevo anice siciliano a settantotto gradi e tengo lo sguardo fisso, colonna sonora " human touch". Quella di Springsteen, si intende.
Sono un aspirante pusher con le basette curate, in camicia da bowling, vado sicuro per la sala da biliardo e passo bustine generose ad una clientela di spade e vomito tutta la notte, colonna sonora Bela Lugosi Is Dead, soliti gin tonic consuete deflagrazioni in testa.
Sono Lenin davanti a Stalingrado fumante, giro in bici fra i soldati che si fingono morti, l'armata rossa è schiantata e si cambia la storia. Io ci fumo sopra una meravigliosa confezionata in Virginia, l'ultima notte prima della resa me la passo così, inutile, colonna sonora "Nothingman", massimo rispetto.
Sono Friedrich Nietzche, ma nessun è volato su nessun nido di cuculo, piegato nel cortile del sanatorio, cervello divorato da anfetamine e polveri e verzure, grido al cielo qualcosa che potrebbe anche essere "juve merda", colonna sonora "a bad year for rock'n'roll"
Sono il trsite Goebbels quando capisco che tutto è finito, in un collasso colorato di morfina abbandono il mondo pietoso della consapevolezza e mi trasferisco, a favore di entrambi ( me e la morfina) in visita alle truppe a Bastogne, faccio compagnia agli ultimi disperati inghiottiti dal freddo delle Ardenne, colonna sonora "kind of blue" la tromba di Miles Davis e i soldati senza scarpe.
La notte è limpida e di un venticello gradevole, ricorda la poesie liceali sull' Orsa, poi il sogno finisce e aprò le finestre in cerca di luce o aria o palazzi, muratori o vicine seminude, ma fuori la notte è ancora alta.
Se ci fosse la luna, ovvio, se soltanto ci fosse la luna, si potrebbe cantare.
Giochiamo a biliardino in una discoteca vuota, è stanco e vuole andare a casa anche il Dee Jay, ci fissa con sguardo implorante. C'è pure una checca che fa il tifo, " campeones de el mundo" grida, " los italiaaaaanoosss". Che biliardino andaluso sarebbe senza una checca che fa il tifo?
Le ho parlato, non ha voluto bere qualcosa con me - ho pensato che mi piaci, magari un giorno ti accorgerai che così, a livello anche solo di sicurezze e di accuratezza nello scegliere la lunghezza della gonna, ti fa piacere-
Non posso averlo detto sul serio. Non è possibile. E invece si.
Lei mi guarda un po' tonta, e il bacio tutto storto e finto emozionato che mi da lascia il tempo che trova. Non è mica una cosa che mi fa onore, lo so.
Ci sono tutti i grandi classici della festa del Mercoledì, e gli inglesi ubriachi di Rum Cachique. Lei ha un occhio marrone ed uno celeste, come certi personaggi mitologici o certi gatti. A me ricorda Ziggy Stardust vestito da sposa che canta "young americans", ma questo riesco a non dirglielo. A lei piace la new wawe, me lo dice il modo di ballare Moloko, tipo sonorità in levare facili facili, presupposti minimali. Provo a spiegarle che oltre alle marinbas c'è un modo impegnativo di bere birra spaccare tutto e succhiare i cazzi. Per un attimo credo mi perdoni per l'ubriachezza, - yes, I like grunge music, but it's not my fault, I'm afraid my uncle is the one to blame", provo a dire, ma lei dice solo "musica da tinello".
Musica da tinello, non ci avevo mai pensato.
Forse è questo il momento in cui ho capito che il bacio non valeva poi tanto, e me lo dava solo perchè aveva bevuto troppo.
Sono Sick Boy, sconvolto senza fiato desideroso di plegine e scopate furiose nelle sale claustrofobiche del wednesday party, colonna sonora "shorto story of a lonely guy". Mi muovo male, in un attimo di lucidità penso di somigliare ai tonni nella mattanza, mica lo capiscono che non serve scodare tanto, comunque prima o poi ci saranno solo mazzate e acqua e sangue e risate. Penso che mi venderanno al trancio e non ci guadagneranno un cazzo.
Sono Kirk Douglas in versione generale Von Paulus, scendo fra le truppe nelle trincee che sono un merdaio, puzza di malattia cattiva e qualcuno che mi chiede una puttana, una sigaretta. Colonna sonora "the day I tried to live" mentre i Katiuscia cadono a pioggia su palazzi e fabbriche, fanno un gran casino e le donne piangono e si strappano i capelli e io l'avevo detto che non era un giochetto.
Sono un cuoco del Missisipi assegnato ad una barca in Vietnam, cerco il generale Kurtz che mi parli sommessamente dell'orrore a venire, ascolto i Cure, qualcosa come " Three Imaginary Boys" e mi dipingo il viso di cera nera, emergo dal fiume come un serpente d'acqua, mi preparo al massacro.
Sono un ragazzo cattivo in un libro di Scerbanenko, tubercoloso e assassino di maestrine, bevo anice siciliano a settantotto gradi e tengo lo sguardo fisso, colonna sonora " human touch". Quella di Springsteen, si intende.
Sono un aspirante pusher con le basette curate, in camicia da bowling, vado sicuro per la sala da biliardo e passo bustine generose ad una clientela di spade e vomito tutta la notte, colonna sonora Bela Lugosi Is Dead, soliti gin tonic consuete deflagrazioni in testa.
Sono Lenin davanti a Stalingrado fumante, giro in bici fra i soldati che si fingono morti, l'armata rossa è schiantata e si cambia la storia. Io ci fumo sopra una meravigliosa confezionata in Virginia, l'ultima notte prima della resa me la passo così, inutile, colonna sonora "Nothingman", massimo rispetto.
Sono Friedrich Nietzche, ma nessun è volato su nessun nido di cuculo, piegato nel cortile del sanatorio, cervello divorato da anfetamine e polveri e verzure, grido al cielo qualcosa che potrebbe anche essere "juve merda", colonna sonora "a bad year for rock'n'roll"
Sono il trsite Goebbels quando capisco che tutto è finito, in un collasso colorato di morfina abbandono il mondo pietoso della consapevolezza e mi trasferisco, a favore di entrambi ( me e la morfina) in visita alle truppe a Bastogne, faccio compagnia agli ultimi disperati inghiottiti dal freddo delle Ardenne, colonna sonora "kind of blue" la tromba di Miles Davis e i soldati senza scarpe.
La notte è limpida e di un venticello gradevole, ricorda la poesie liceali sull' Orsa, poi il sogno finisce e aprò le finestre in cerca di luce o aria o palazzi, muratori o vicine seminude, ma fuori la notte è ancora alta.
Se ci fosse la luna, ovvio, se soltanto ci fosse la luna, si potrebbe cantare.

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